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Cronaca

Attentato Mosca, il dossier inquietante degli 007: “Russia sapeva…”

Attentato Mosca, spunta un dossier inquietante da parte degli 007 che afferma: “La Russia e Vladimir Putin sapevano dell’imminente attacco da parte dell’Isis”

Per una organizzazione investigativa del Regno Unito non ci sono assolutamente dubbi: i servizi di sicurezza del Cremlino sapevano molto bene che poteva esserci una minaccia da parte dell’Isis nei giorni prima dell’attacco al “Crocus City Hall“. Ricordiamo che all’interno del teatro sono state uccise 144 persone. Un documento che arriva direttamente dal “Dossier Center” di Londra. Nel corso dello stesso viene menzionato come i terroristi tagiki siano stati coinvolti in questo attacco.

Il presidente della Russia, Vladimir Putin (Ansa Foto) Cityrumors.it

Secondo quanto riportato dall’emittente televisiva “Cnn” pare che il Dossier Center sia un gruppo investigativo russo sostenuto da Mikhail Khodorkovsky, un ex magnate del petrolio russo in esilio e non più in ottimi rapporti con il Cremlino.

Dossier Center: “La Russia sapeva dell’imminente attacco Isis”

Questa è una delle tracce che è stata segnata nel documento: “Pochi giorni prima dell’attacco terroristico, i membri del Consiglio di sicurezza hanno ricevuto l’avvertimento che i cittadini tagiki potevano essere utilizzati in attacchi terroristici sul territorio russo. Anche prima dell’attacco al Crocus, una fonte vicina ai servizi segreti ne aveva parlato al Dossier Center“. Un avvertimento che, a dire il vero, era stato dato anche dagli USA nei confronti di Mosca. Un segnale che, però, è stato respinto e fortemente criticato.

Attacco al “Crocus City Hall” di Mosca (Ansa Foto) Notizie.com

Tanto è vero che Putin parlava addirittura di un “ricatto” da parte degli americani nei loro confronti. Nei primi giorni di marzo l’ambasciata americana aveva avvertito di una crescente minaccia di possibili attacchi contro la Russia. In particolar modo con la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, Adrienne Watson, che affermava che gli USA avevano condiviso queste informazioni con le autorità russe.

Per Putin, invece, non ci sono dubbi: dietro a questo attacco alla sua Mosca c’è lo zampino di Kiev. Anche se l’Ucraina, ed anche lo stesso Zelensky, hanno ribadito in più di una occasione di non avere nulla a che fare con questo attacco. Anche l’ex parlamentare russo Ilya Ponomarev, critico del Cremlino in esilio, ha fatto capire che Putin avrebbe potuto reagire ai numerosi avvertimenti che aveva ricevuto proprio negli ultimi giorni.

Cristiano

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