Dai documenti della Procura ci sono altri dettagli come le tracce genetiche trovate sul quinto dito della mano destra e sul primo della mano sinistra
Conferme da Garlasco. Nelle unghie di Chiara Poggi c’è un Dna maschile e viene attribuito ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Ecco il motivo per cui l’uomo, all’epoca dicianovenne oggi trentasettenne, viene nuovamente indagato per la morte di Chiara Poggi. Almeno sono queste le conclusioni del genetista Carlo Previderé, che è stato incaricato dalla Procura di Pavia di analizzare la traccia genetica che potrebbe riaprire il caso sul delitto del 13 agosto 2007.
Uno dei cinque aplotipi (dna maschili, ndr) analizzati dal genetista Carlo Previderé, quello attribuibile ad Andrea Sempio, è “perfettamente compatibile” col materiale trovato sui margini ungueali della vittima. E’ quanto emerge dall’analisi firmata dal consulente dei pm pavesi, il genetista Carlo Previderé, agli atti della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi in cui è indagato Sempio.
“La disamina del profilo aplotipico ottenuto dall’analisi del materiale biologico acquisito dai margini ungueali del campione identificato come il quarto dito della mano sinistra ha consentito di escludere sia il soggetto cui è stato attribuito il codice CT28112016 che Alberto Stasi dall’avere contribuito a originare tale reperto biologico”, si legge nel documento stilato dal genetista che fa parte di un lungo fascicolo di almeno una sessantina di pagine.
In queste 60 pagine il genetista spiega come, durante la sua analisi “sono emersi cinque differenti aplotipi Y (cioè Dna, ndr), riconducibili a cinque differenti linee maschili“. Da quanto ha dedotto e analizzato l’esperto che è stato incaricato dalla Procura di Pavia, queste tracce genetiche sono state trovate sul quinto dito della mano destra e sul primo e quarto della mano sinistra.
“La comparazione di quattro di questi aplotipi con quelli parziali ricavati dai margini ungueali ha consentito di escludere che i soggetti” siano venuti in contatto con le mani della vittima, il riferimento è più che altro alla parentela stretta.
Per contro, “uno dei cinque aplotipi ottenuti è risultato perfettamente sovrapponibile a quello” identificato nella consulenza di Matteo Fabbri a cui anni fa la difesa di Stasi si è rivolta per estrarre il Dna di Sempio preso da un cucchiaino, una tazzina e una bottiglietta d’acqua. Il risultato è “compatibile” con la traccia sulla mano destra e sul primo dito della mano sinistra. “Escluso”, invece, che la traccia sui frammenti dell’unghia del quarto dito della mano sinistra della vittima sia “riferibile” al (presunto) Sempio e ad Alberto Stasi.
Da oggi diventa obbligatorio per tutti i cittadini italiani e dell’Unione europea ottenere un’autorizzazione elettronica di…
L’occupazione cresce, ma solo per gli over 50. Istat: in dieci anni mai così tanti…
Dal 2 aprile, anche i cittadini italiani devono richiedere un’autorizzazione simile all’ETA statunitense per entrare…
In Italia è allarme femminicidi. Dopo Sara, un'altra ragazza è stata uccisa dal fidanzato. Una…
Paura di un conflitto globale: da qui la decisione di investire milioni per modernizzare rifugi…
Una notizia tremenda per il mondo biancoceleste e per tutte le persone che le volevano…