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Cronaca

Crollo alle Vele di Scampia, migliorano le condizioni di tutte le bambine: ipotesi dimissioni per due piccole

Mentre vanno avanti le indagini, migliorano le condizioni delle bambine rimaste coinvolte nel crollo alle Vele di Scampia.

Partiamo proprio dalle condizioni delle sette bambine ricoverate presso l’ospedale “Santobono” di Napoli. Prognosi sciolta e condizioni in miglioramento per A. P., di 7 anni, trasferita dalla Terapia intensiva alla Neurochirurgia. In Terapia intensiva rimane ancora B. M. di 4 anni, ma è sveglia e respira autonomamente. Le condizioni di A. A. di 9 anni, operata per la frattura dell’omero, sono buone e stabili e si stanno ipotizzando le dimissioni.

Crollo alle Vele di Scampia, migliorano le condizioni di tutte le bambine (ANSA FOTO) – cityrumors.it

Sotto osservazione, ed in attesa di intervento maxillo facciale, invece, B. M. di 10 anni, operata per la frattura pluriframmentaria del femore. Possibili dimissioni nei prossimi giorni anche per B. S. di 2 anni, operata per la frattura dell’omero. Condizioni in netto miglioramento, infine, per A. G. di 2 anni e A. A. di 4 anni, entrambe ricoverate in Chirurgia d’urgenza. In particolare la seconda resta sotto stretto controllo clinico a causa della lesione alla milza riportata nell’incidente.

Bisogna ricordare che le bambine sono rimaste coinvolte lo scorso 22 luglio nel cedimento improvviso di un ballatoio di collegamento al terzo piano di un fabbricato della Vela Celeste del quartiere Scampia di Napoli. Il cedimento ha determinato crolli anche nei piani sottostanti. L’incidente ha causato la morte di tre persone appartenenti allo stesso nucleo familiare (Roberto Abbruzzo di 29 anni, Margherita Della Ragione e Patrizia Della Ragione di 53 anni), il ferimento di dodici, di cui sette bambini, e l’evacuazione di numerose famiglie residenti nell’edificio.

La Procura della Repubblica di Napoli ha aperto un fascicolo d’inchiesta per crollo colposo ed omicidio colposo. A tenere banco in queste ore la diffusione di una relazione ufficiale dei vigili del fuoco, datata 5 marzo 2015. Il documento segnalava all’allora sindaco di Napoli Luigi de Magistris, e per conoscenza a Prefettura e Questura, l’esistenza di rischi strutturali per i ballatoi della Vela Celeste di Scampia. “Sono episodi che possono succedere in tante parti d’Italia – ha commentato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca – ma a volte capita di avere delle cose che veramente gridano vendetta dal punto di vista della responsabilità e della efficienza amministrativa“.

Ieri, inoltre, si è tenuto un nuovo incontro tra una delegazione del comitato Vele di Scampia ed il prefetto di Napoli Michele di Bari. I delegati hanno espresso adesione al piano elaborato dal Comune di Napoli, formulando alcune proposte relativamente all’organizzazione di eventuali trasferimenti presso sistemazioni autonome. Il piano prevede, tra le altre cose, l’apertura di uno sportello operativo e lo stanziamento di un contributo sociale per nuove sistemazioni, al quale hanno già aderito 55 famiglie.

Scampia, al via l’iniziativa del “circo sociale”

Tra le iniziative in corso anche quella della Fondazione Patrizio Paoletti e del Circo Corsaro che stanno organizzando proprio a Scampia un “circo sociale” per bambini e ragazzi sfollati. Si tratta di interventi e laboratori pedagogici per supportare emotivamente i bambini e le famiglie accolti nel dormitorio allestito nell’Università Federico II dopo il crollo.

Circo sociale a Scampia (ANSA FOTO) – cityrumors.it

“Questo è il momento per ricostruire e costruire su basi più solide. – ha dichiarato Marco Benini, pedagogista e responsabile dei progetti socio-educativi di Fondazione Patrizio Paoletti – Socialità, collettività, aiuto reciproco, comprensione e condivisione delle difficoltà. Queste parole chiave appartengono alla sfera dell’intelligenza emotiva e offrono a tutti noi la stabilità e la sicurezza che ci mancano quando affrontiamo i momenti più drammatici della nostra vita. La fiducia, la speranza e la resilienza devono poter entrare concretamente nella vita dei nostri bambini e ragazzi”.

Francesco Ferrigno

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