Non concede abbastanza giorni di malattia ad un suo paziente, lo stesso che si scaglia con violenza contro di lui: medico picchiato a sangue
Una drammatica vicenda quella che arriva direttamente dalla città di Mirandola (provincia di Modena) e che vede come vittima un medico di famiglia. Secondo quanto riportato dal quotidiano “La Gazzetta di Modena” pare che il professionista sia stato picchiato a sangue, nel suo studio, da parte di un suo paziente. Quest’ultimo, fanno sapere, sarebbe andato decisamente su tutte le furie dopo che aveva ricevuto una prescrizione di “soli” due giorni di malattia.
A quanto pare, però, troppo pochi per l’uomo che ne richiedeva almeno dieci per assentarsi dal lavoro. Troppi, invece, per il medico che non si è spinto oltre i due giorni. La risposta negativa del medico ha fatto arrabbiare non poco l’uomo che si è scagliato contro di lui con una violenza disumana. Tanto è vero che la povera vittima ha riportato diverse ferite. Necessario il trasporto in ospedale dove è stato medicato. Dopo qualche ora è stato dimesso, ma invece di dirigersi nel suo studio è andato nella caserma dei carabinieri.
Una volta arrivato dai militari dell’arma ha spiegato agli inquirenti quanto successo ed ha denunciato il suo paziente. Purtroppo, però, non si tratta affatto del primo episodio che si verifica ai danni di medici che non riescono a svolgere il proprio lavoro senza avere questo tipo di pressione e, di conseguenza, avere a che fare con persone violente. Basti pensare che lo scorso anno è stata superata quota 300 (per la precisione 328) di episodi di violenza contro operatori sanitari e socio-sanitari negli ospedali modenesi.
In merito a quest’ultimo terribile episodio non si sono fatte attendere le parole da parte del numero uno della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici), Filippo Anelli. Quest’ultimo ha mostrato tutta la sua preoccupazione per queste vicende che vedono come vittime medici. Episodi che non risparmiano nessuna categoria. “Si è lacerato quel rapporto di fiducia speciale che sinora aveva fatto da scudo ai medici di famiglia“.
Poi ha continuato dicendo: “E’ un campanello d’allarme. Non dimentichiamo che la negazione di una prestazione che il medico ritiene inappropriata è uno dei motivi che più frequentemente scatenano la violenza. È per motivazioni simili che sono stati uccisi la psichiatra Paola Labriola a Bari ed il cardiologo Gaetano Alaimo ad Agrigento. Senza dimenticare i tantissimi colleghi aggrediti, insultati e minacciati a mano armata“.
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