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Cronaca

Donne “ingorde” di cibo, svelato il triste motivo: lo studio non ha dubbi

Donne “ingorde” di cibo, svelato il triste motivo: lo studio non lascia alcun tipo di dubbio 

Tutta colpa della solitudine. Lo sanno benissimo le donne che, per cercare di colmare questa assenza, si “rifugiano” nel cibo. Proprio in quel modo cercano e trovano la motivazione nel mangiare. In particolar modo se stiamo parlando di contenuti altamente calorici come quelli zuccherati. Lo fanno sapere i ricercatori della UCLA Health che hanno pubblicato uno studio su JAMA Network Open.

Una donna che mangia patatine (Pixabay Foto) Cityrumors.it

I ricercatori hanno scoperto che questo gruppo di donne aveva anche dei comportamenti alimentari poco sani ed una scarsa salute mentale. La ricercatrice e co-direttrice del Goodman-Luskin Microbiome Center dell’UCLA, Arpana Gupta, ha avviato le prime indagini sugli impatti negativi che riguardano la solitudine. Soprattutto su quelle che lavorano a distanza dopo la pandemia COVID-19, e su come il cervello interagisca con l’isolamento sociale.

Le donne e la voglia di cibo, tutta colpa della solitudine

Per i ricercatori non ci sono dubbi: l’obesità è legata alla depressione e all’ansia. Insomma, l’abbuffata è considerata un meccanismo di difesa dalla solitudine. E’ stato fatto un test in cui hanno partecipato 93 donne e separate in due gruppi: quelle che avevano ottenuto un punteggio elevato sulla scala dell’isolamento sociale percepito e quelle che avevano ottenuto un punteggio basso.

Donna che piange (Pixabay Foto) Cityrumors.it

Le donne con livelli più elevati di isolamento sociale tendevano ad avere una massa grassa più elevata, una qualità della dieta inferiore, maggiori voglie, un’alimentazione basata sulla ricompensa e spesso incontrollata (alti livelli di ansia e depressione). A loro sono state mostrate immagini di cibo contro non cibo, di cibo dolce contro non cibo e di cibo salato contro non cibo.

La risonanza magnetica ha registrato l’attività cerebrale delle partecipanti mentre guardavano queste immagini. Ed i risultati parlano chiaro: il gruppo di donne che si percepiva solo ha sperimentato una maggiore attivazione nelle regioni del cervello associate a un maggiore desiderio di mangiare cibi zuccherati. Viceversa per una minore attivazione nella regione cerebrale associata all’autocontrollo dei comportamenti alimentari. “Quando le persone sono sole o solitarie, l’impatto non è solo su come si sentono, ma anche su quello che mangiano. Se si hanno più voglie, si mangia di più e si può avere più ansia o depressione“.

Cristiano

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