Ha dell’incredibile quello che è successo nel corso degli scorsi giorni dentro una casa di cura, dove è scoppiato il panico per la follia di un 90enne
Un episodio che ha lasciato tutti di stucco, per il modo in cui è avvenuto, ma soprattutto per il luogo e l’artefice. Il protagonista di una delle vicende più clamorose degli ultimi giorni, infatti, è un uomo di 90 anni che tre giorni fa ha perso la testa, scatenando tutta la propria ira verso dei coetanei che vivevano con lui dentro la casa di cura.

Il suo nome è Aloïs e da qualche anno era ricoverato nella casa di cura residenziale Mariaburcht a Dentergem, in Belgio. Lo scorso sabato è stato costretto a presentarsi davanti al giudice con l’accusa di plurimo omicidio commesso su altri pazienti che con lui erano ricoverati nella stessa struttura.
Sembrava una classica giornata all’interno della casa di cura. Nulla avrebbe mai potuto presagire quello che è successo. Almeno fino a quando Aloïs non ha completamente perso la testa scagliandosi contro le vittime e accoltellandole, togliendogli la vita.
Le vittime sono due anziani rispettivamente di 97 e 93 anni, mentre lotta tra la vita e la morte una donna di 94, anche lei colpita dall’incomprensibile furia omicida di Aloïs. Attualmente quest’ultima si trova in ospedale sotto controllo costante e quotidiano dei medici che la monitorano e seguono.
Il precedente
Un’azione scellerata che è costata l’arresto di Aloïs. Stando a quanto riportano alcuni media locali, infatti, il tribunale avrebbe emesso la sua sentenza, aggravata anche da alcuni precedenti. Per quanto non quale sia chiaro il movente del folle aggressore, risulta che già nel settembre del 2021 l’uomo era stato protagonista di un omicidio.

In seguito a forte lite aveva colpito alla testa la moglie 87enne con un martello. Per la donna non ci fu niente da fare e Aloïs venne arrestato dal giudice istruttore di Kortrijk con l’accusa di omicidio e imprigionato a Merksplas. L’anno seguente, però, era stato rilasciato a patto di soggiornare in una casa di cura residenziale a Dentergem in attesa di un possibile processo d’assise.
Lo scorso 22 ottobre la camera di consiglio di Courtrai ha dettato nuove condizioni di libertà. Tra queste avrebbe dovuto ricevere assistenza telefonica da un assistente giudiziario del centro di assistenza residenziale dov’era ricoverato fino a qualche giorno fa.
Questo prima dell’ennesimo episodio. Questa volta, però, per Aloïs non ci sarà nessun tipo di condizione. Niente, probabilmente, lo salverà dalla prigionia dove resterà, a meno di sorprese, per i prossimi anni della sua vita. Questo, in attesa di maggiore chiarezza sulla sentenza del giudice.