Incombe l’influenza e secondo la maggior parte degli esperti non ci sono notizie buone e spiegano cosa si deve fare
Cominciano ad abbassarsi sempre di più le temperature, ad arrivare le prime piogge e a fare freddo un po’ all’improvviso e sono tutti fattori che con loro portano anche i primi malanni stagionali. Solo che quest’anno sarà un po’ diverso.
Non è la prima volta che c’è questo piccola allerta, in verità c’è ogni anno in questo periodo anche perché si cominciano ad avvertire non solo i primi malanni ma anche le prime influenze e stavolta, almeno a sentire gli esperti del settore, tra virologi e medici, questa volta potrebbe essere più seria delle altre.
E molto di più rispetto a quella dell’anno scorso, ad esempio, dove la situazione non è stata proprio semplice anche perché i sintomi sono andati avanti fino a febbraio e marzo inoltrato, ma quella che arriverà a breve potrebbe essere ancora più dura con tante persone che potrebbero essere costrette a restare a casa e non stare bene.
Ad avvisare un po’ tutti e a chiarire la situazione come potrebbe andare è Matteo Bassetti, il virologo e primario dell’ospedale del reparto malattie infettive di Genova che cerca di mettere sul chi va à le tante persone che potrebbero essere interessate, soprattutto i fragli e gli anziani, anche perché dai dati che arrivano da paesi come l’Australia e il Sud Africa, dove è arrivata prima rispetto agli paesi e come assicura il dottore “sarà ancora più impegnativa di un anno fa”
L’anno scorso, almeno per i dati che ci sono stati, è stata una delle peggiori influenze, se non proprio la peggiore con “15 milioni di italiani a letto o, addirittura, 20 milioni”. Secondo Matteo Bassetti bisognare fare attenzione e andare a vaccinarsi, il metodo migliore per prevenire e preparasi, anche perché ci sono due tipo di influenze “H1N1, quella che è stata chiamata suina, e H3N2, e un paio del tipo B. Li conosciamo ma questo non vuol dire che non siano pericolosi: siamo i meno vaccinati (meno del 50% gli anziani e tra 10-20 % le altre categorie a rischio). E questo non solo permette al virus di circolare liberamente ma aggrava la malattia”.
Per i medici, andrebbero vaccinati soprattutto i bambini, perché per loro può avere conseguenze gravi e perché, in genere, sono loro i volani: la prendono all’asilo e la portano in famiglia.
La mortalità è bassa? Certo, circa 0,1-0,2%, ma diventano numeri consistenti se si ammalano milioni di persone. Quindi consiglio a tutti di vaccinarsi, per proteggere sé stessi e gli altri. Quando poi ci si ammala, i rimedi sono ancora quelli della nonna: stare a casa al caldo e al limite farsi un buon brodino. Soprattutto non imbottirsi di farmaci, soprattutto antibiotici, che non servono a nulla contro i virus. Le cosiddette sovrainfezioni che spesso ne giustificano la prescrizione da parte dei medici, sono rarissime e concentrate su persone specifiche: solo per loro, in caso, possono essere ipotizzati.
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