Un uomo era riuscito a guadagnarsi la fiducia di una giovane sedicenne inducendola a trascorrere ore davanti al proprio smartphone scambiando file intimi e foto osé
Una vicenda terribile cominciata molti anni fa quando i genitori cominciano a vedere la propria figlia cambiare alcuni atteggiamenti e modi di relazionarsi con gli altri. Poi la scuola li avverte che la ragazzina alcune volte si addormenta in classe, sintomo che la notte non dorme più come prima. A quel punto la scoperta che la sedicenne era stata adescata da un pedofilo sul proprio cellulare ha fatto emergere la terribile verità.

L’ultimo report pubblicato fa davvero paura. Negli ultimi tempi c’è stato un vero e proprio boom della pedofilia che continua a proliferare su qualsiasi piattaforma online o su qualsiasi social. Oltre 2 milioni di video (+220% sul 2023), quasi due milioni di foto e 410 gruppi segnalati sui social network sono solo la punta dell’iceberg scovata in rete dalla Polizia postale.
Adescata in rete e trascinata nell’abisso
A scuola si addormentava sui banchi, non aveva più l’aspetto gioioso e i suoi occhi non erano più luminosi come prima. Scansava le amiche di sempre e fuggiva dalla presenza dei genitori. Questi sono stati gli atteggiamenti sospetti che giorno dopo giorno hanno convinto due genitori toscani che c’era in quella ragazzina qualcosa che non tornava più e bisognava capire in tutta fretta cosa.

Alla mamma casalinga e al papà poliziotto è bastato spulciare nello smartphone della figlia per capire l’orrore che le stava capitando e in quale rete era caduta. Era stata agganciata da un pedofilo che l’aveva convinta a scambiare con lui foto pornografiche e video intimi. Da quel momento, dopo l’ovvia denuncia alla Polizia postale e grazie anche all’aiuto di una donna poliziotto, che si è messa “all’inseguimento” online dell’uomo, passo dopo passo si è riusciti a trovare il predatore sessuale che si nascondeva dietro quello schermo.
Ora scatta il processo per violenza sessuale su minore
I fatti risalgono al 2018, la ragazza all’epoca dei fatti aveva 16 anni e arrivava da un passato difficile, come una delle tante bambine del cosiddetto progetto Chernobyl, arrivata in Italia per l’accoglienza di minori adottati dopo un periodo trascorso in un istituto in un Paese dell’Est. Una giovane molto chiusa e riservata, che a 16 anni era stata iscritta alle scuole medie anche se era più grande degli altri.

Oggi sessantaseienne, l’uomo residente a Rimini che la adescò deve affrontare l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico ed è attualmente sotto processo presso il Tribunale della cittadina romagnola, dove è stato accertato il possesso di immagini compromettenti che era riuscito a scambiare con la sedicenne tramite questo rapporto a distanza. La settimana scorsa si è tenuta l’ultima udienza istruttoria del processo a carico dell’imputato, che non si è mai presentato davanti ai giudici per rispondere e difendersi dalla pesantissima accusa di violenza sessuale su minore e pedopornografia.