A partire dai primi giorni di questo mese di Aprile potremmo assistere a un cambiamento importante nel nostro modo di utilizzare le banconote
L’idea di un’unione monetaria europea è arrivata con il Trattato di Maastricht nel 1992, che ha gettato le basi per l’Unione Economica e Monetaria. Ma poi abbiamo dovuto aspettare fino al 1999 per cominciare a vedere concretamente un passaggio epocale che divenne realtà con la circolazione dell’Euro. Il 1 gennaio 2002, dodici dei quindici paesi dell’Unione Europea abbandonarono le loro valute nazionali in favore della nuova moneta comune.

Sono passati 25 anni da un passaggio fondamentale per l’economia del Vecchio Continente, che ha modificato abitudini consolidate e un nuovo modo di interagire per esempio viaggiando da un paese all’altro. Una moneta unica che, anche se con impatto differente da nazione a nazione, ha sicuramente portato semplicità, stabilità e sovranità.
Una moneta unica per un intero continente
Una volta era la cosa più affascinante quando si voleva organizzare un viaggio in un altro paese del Vecchio Continente, informarsi sulla moneta corrente e recarsi in banca con giusto preavviso per cambiare le nostre vecchie lire in quella strane, diverse e soprattutto sconosciute banconote, quello era già l’inizio del viaggio. Oggi questa abitudine si è persa, almeno per gli spostamenti “interni” all’Europa, resiste la sterlina nei paesi anglosassoni e ora la necessità di cambiare l’euro in pounds è vista quasi come un fastidio, non più come una bella curiosità.

Ma ora sta per arrivare una novità anche per quanto riguarda l’euro, infatti da questo mese di aprile la banconote da 50 euro potrebbero andare fuori corso o almeno alcune di queste banconote. E’ notizia infatti proprio di questi giorni che le banconote da 50 euro potrebbero non essere più accettate come metodo di pagamento in Spagna, si tratterebbe comunque di una misura che riguarda le banconote più vecchie e deteriorate, che verranno ritirate gradualmente. In Europa questa pratica è già in vigore in molti Paesi e ora anche la Banca di Spagna si prepara a intervenire, eliminando i biglietti danneggiati o usurati per garantire una maggiore sicurezza nei pagamenti in contante.
Una misura già adottata
Non si tratta di un allarme, ma di una prassi già adottata in tutta la zona euro. La BCE, la Banca Centrale Europea, ha già previsto politiche per ritirare le banconote troppo usurate, considerando il rischio che possano essere facilmente contraffatte o che, semplicemente, diventino troppo difficili da gestire. In Spagna, come in altri Paesi, si procederà con un sistema di ritiro progressivo per eliminare le banconote danneggiate o deteriorate, che non saranno più utilizzabili per i pagamenti.

Tra i deterioramenti più comuni si contano strappi e tagli delle banconote, macchie di inchiostro, segni di lavaggio o alterazioni del colore che possano così cancellare, interamente o in parte, tutti quei sistemi di controllo al tatto e visivo per una rapida verifica dell’autenticità della banconota. Chi possiede banconote in queste condizioni può, quindi, recarsi presso una filiale della Banca di Spagna o un istituto finanziario convenzionato per richiederne la sostituzione. Una prassi che a breve potrebbe anche essere messa in atto nel nostro paese dalla Banca d’Italia.