Dal prossimo anno anno ottenere l’Assegno di Inclusione sarà più semplice rispetto ai precedenti, ecco il motivo
L’avvento della Legge di Bilancio del 2025 e, quindi, con l’arrivo del nuovo anno alcuni dei bonus promessi dallo Stato alla popolazione italiana subiranno una variazione. Qualcuno cambierà nel valore, qualcun altro nella reperibilità, altri ancora nelle scadenza. Modifiche apportate che hanno avranno impatti differenti sulla vita di chi ne è destinatario.
In tal senso, tra quelli che più di tutti hanno registrato una variazione sostanziale c’è l’AdI, noto anche come Assegno di Inclusione. Subentrato solo nel gennaio del 2024, in sostituzione al Reddito di Cittadinanza (messo da parte dal Governo Meloni), si tratta di un sussidio di cui possono beneficiarne le famiglie con un ISEE entro i 9.360 euro in cui sono presenti membri disabili, over 60, minorenni o svantaggiati.
A questo si aggiunge poi l’SFL e quindi il l Supporto Formazione e Lavoro, che invece ha un limite ISEE di 6.000 euro, e del quale hanno diritto tutti i cittadini tra i 18 e i 59 anni che accettano di prendere parte a un percorso di politica attiva del lavoro.
Questi due bonus porteranno con loro, entrando nel 2025 – quando diverrà ufficiale -, una novità sostanziale che potrebbe facilitarne ulteriormente la reperibilità e migliorare quindi le condizioni di chi è idoneo alla sua ricezione. Una novità che spieghiamo nelle prossime righe.
Per introdurlo è necessario notificare che dal prossimo anno è prevista l’esclusione dei titoli di Stato e dei buoni postali fino a 50.000 euro dall’ISEE 2025. Questo significa che il reddito registrato dai nuclei familiari si riduce e quindi è più semplice l’accesso ad alcuni bonus. Si tratta di ana soluzione alla quale il Governo Meloni è ricorso per incentivare l’acquisto dei titoli da parte dei cittadini.
Così facendo sarò più semplice anche accedere all’Assegno di Inclusione, sempre rispettando i requisiti già indicati sopra, come svela la stessa direzione tecnica del Dpcm che sottolinea: “l’effetto di far diminuire il valore dell’Isee con conseguenze in termini di maggiori spese per prestazioni legate alla prova dei mezzi misurata attraverso l’ISEE”.
Importante, però, è ricordare che l’ISEE fa riferimento alla situazione economica di due anni prima. A venire esclusi dall’indicatore 2025 saranno quindi i titoli posseduti al 2023, mentre nel 2026 quelli del 2024 e così via. Un aspetto non da sottovalutare quando si andranno a tirare giù le somme.
Avere, però, un ISEE più basso permetterà di accedere all’Assegno di Inclusione con più semplicità, così come anche ad altri bonus statali come: la Carta Acquisti, la Carta Dedicata a te e il Bonus Nido.
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