L’Assegno Unico 2024 cambia e quindi è fondamentale considerare i nuovi importi per i figli maggiorenni e minorenni per il prossimo anno.
Un assegno destinato alle famiglie come sostegno economico per coloro che hanno figli a partire dal settimo mese di gravidanza fino a ventuno anni di età. L’importo varia da 189.20 euro a 54.05 euro al mese e viene corrisposto per i figli minorenni mentre si riduce tra i 91.9 euro e 27 euro per i figli maggiorenni nel 2023.
Il rinnovo per il 2024 porta anche delle novità importanti con modifiche di cui anche coloro che fruiscono già del beneficio devono tener conto. È utile quindi apprendere come viene modificata la normativa e anche come procedere.
Tutto dipende dal modello ISEE a cui questo beneficio è legato. Questo vuol dire che, oltre all’età dei bambini e dei figli in generale, si considera il proprio status economico. Solo per coloro che hanno figli disabili non ci sono limiti in termini di tempo. Per tutti gli altri il bonus è a scadenza.
Il sostegno è inteso come supporto proprio per i figli a carico. Quindi si tratta di un contributo di enorme importanza per le famiglie. Coloro che hanno fatto domanda nel 2023 non dovranno farne una nuova per il prossimo anno. L’Assegno Unico spetta a tutti i nuclei familiari, quindi indipendentemente dalla loro condizione lavorativa. Ovvero alle famiglie con ogni figlio maggiorenne e minorenne, anche se in forma diversa.
Mentre per i figli minorenni non ci sono specifiche limitazioni, per quelli maggiorenni ci sono dei vincoli specifici, pena la decadenza del sussidio stesso. Questi deve infatti frequentare un corso di laurea o professionale, quindi continuare gli studi, fare un percorso di formazione tecnica, svolgere un tirocinio con un reddito inferiore a 8000 euro, essere registrato come disoccupato ai centri per l’impiego, svolgere servizio civile.
La richiesta del beneficio si può fare direttamente online sul sito dell’INPS, mediante CNS o CIE, attraverso il Contact Center dell’INPS, con un Patronato o Caf abilitato. Per il 2024 non bisogna fare subito la domanda a gennaio, si può fare anche nei mesi successivi, appena quindi si ha il nuovo ISEE, è fondamentale però considerare il tempo che passa tra la domanda e l’erogazione del beneficio.
La cosa importante però è considerare come cambia proprio il modello ISEE e la scala di valori a partire dal nuovo anno. Essendo questo direttamente legato all’Assegno Unico ed avendo quindi nuovi termini per determinare il risultato economico, sicuramente sarà utile prevedere anche influenze in modo specifico per gli importi relativi.
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