Una delle domande più frequenti in tema di divorzio o separazione è quella legata al limite di età per sospendere il mantenimento ai figli: tutti i dettagli.
Quando una coppia si separa subentra, se presenti, la questione relativa al mantenimento dei figli che può essere stabilito o durante la fase giudiziale nel corso della separazione o tramite accordo fissato tra i due genitori.
Il mantenimento spetta al genitore non “affidatario” e erogato attraverso assegno mensile per sostenere le spese ordinarie, scolastiche e quotidiane del figlio. In molti si chiedono fino a quale età debba essere corrisposto e, a volte, si pensa che l’età limite sia 18 anni, in realtà esistono dei casi che prevedono il mantenimento anche oltre.
Molte volte si pensa erroneamente che il mantenimento dei figli per il genitore non “affidatario” spetta sino alla maggiore età, ma in realtà la legge italiana non prevede alcun limite in tal senso.
L’assegno mensile, corrisposto per le esigenze dei figli ed il cui valore è stabilito da un giudice o dagli stessi genitori in accordo sia in caso di separazione che divorzio, non ha, dunque, una durata ben precisa, ma deve essere valutata per ogni singolo caso. A giocare un ruolo fondamentale è l’indipendenza economica. Molti, difatti, pensano che con la maggiore età, cessato l’obbligo scolastico, il mantenimento possa essere interrotto, ma basti pensare ai figli che decidono di proseguire gli studi iscrivendosi all’università. In questo caso, il genitore non affidatario deve continuare a corrispondere l’assegno per garantire gli studi del figlio.
Non è valido neanche il limite di 26 anni, dato che un figlio potrebbe essere impegnato in un percorso universitario o di formazione professionale che richiede il sostegno economico o ha intrapreso un’attività lavorativa che non gli consente di provvedere alle proprie necessità. Questo, dunque, si traduce nel fatto che il soggetto non ha ancora una completa autosufficienza economica ed il genitore dovrà permettergli di perseguire i propri obiettivi.
È importante, però, accertare il comportamento del figlio: se quest’ultimo non ha raggiunto l’indipendenza economica per negligenza, come ad esempio il rifiuto ingiustificato a proposte di lavoro adeguate alle competenze, l’assegno di mantenimento potrebbe essere sospeso. Non solo, l’obbligo di mantenimento potrebbe cessare quando il figlio non mostra un impegno stabile nello studio o nella ricerca di un impiego o ancora adotta uno stile di vita incompatibile con gli obiettivi professionali.
In sintesi, come già precisato, bisognerà valutare ogni singola situazione per quanto riguarda il mantenimento che non si limita alla sola età anagrafica del figlio.
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