L’assegno di reversibilità può essere percepito dai nipoti del titolare? In quali casi l’Inps procede con il versamento?
Chiunque, almeno una volta nella vita ha sentito parlare di pensione di reversibilità, si tratta di un sostegno pensionistico indirizzato ai familiari superstiti di un pensionato o di un lavoratore che è deceduto. Il beneficio, che viene erogato dall’Inps, ha come obiettivo quello di garantire una stabilità economica nel momento in cui si perde il coniuge o un familiare.

Il defunto, affinché possa esservi un’erogazione regolare deve aver ottemperato al pagamento completo dei contributi previdenziali nel corso della sua vita. I beneficiari, dopo il decesso, dovranno fare domanda e potranno ricevere l’assegno di reversibilità a partire dal primo giorno del mese successivo dalla presentazione della richiesta. Una domanda che molti si fanno è la seguente? La pensione di reversibilità può anche essere destinata ai nipoti del defunto? Cerchiamo di sciogliere qualsiasi dubbio in merito.
Pensione di reversibilità, quando può essere assegnata ai nipoti del defunto
La pensione di reversibilità come abbiamo detto precedentemente viene erogata dall’Inps e deve tener conto di alcuni aspetti, come ad esempio: il normale pagamento dei contributi del deceduto. Per quanto riguarda, la domanda i nipoti, è bene sottolineare che, la pensione di reversibilità può essere assegnata anche a quest’ultimi. In questo caso bisogna precisare alcune aspetti e affinché l’assegno venga erogato bisogna che si verifichino condizioni precise. Di quali si tratta?

Il sostegno erogato dall’Istituto di previdenza sociale viene riconosciuto principalmente ai familiari diretti del defunto, per intenderci coniuge e figli. Talvolta, però, può accadere che anche i nipoti possono usufruire del sostegno, ma in quali casi? Principalmente questo accade nel momento in cui gli stessi nipoti erano a carico del defunto. L’importo potrà essere erogato se, ad esempio, al momento del decesso di nonna o nonno i nipoti sono minorenni o se questi non percepiscono nessun altro tipo di reddito che non gli consente il proprio mantenimento.
Ci sono dei casi, invece, in cui i nipoti maggiorenni possono ricevere la pensione di reversibilità e questo accade se si presentano delle circostanze, ossia se il nipote è inabile al lavoro, se è uno studente, ma in situazioni simili l’assegno sarà mantenuto sino ai 26 anni di età e si dovrà dimostrare di frequentare regolarmente l’università, non solo non deve essere percepito nessun altro tipo di reddito che rende autonomo il nipote. Attenzione, però, se ci sono altri familiari che hanno il diritto, per intenderci figli o coniugi, la pensione verrà suddivisa e si terrà conto delle quote che sono state previste dalla legge.
Se non sono presenti altri familiari che ne hanno diritto, invece, l’intera somma andrà erogata al nipote. Per richiedere l’assegno è fondamentale inoltrare domanda all’Inps e bisogna essere in possesso: del certificato di morte del nonno o della nonna, della certificazione che testimoni l’inabilità al lavoro, documenti che attestino lo stato di studente e la certificazione che dimostri il fatto che il defunto precedentemente provvedeva al mantenimento del nipote.