Il patron biancoceleste e senatore di Forza Italia, tra la vicenda di Amsterdam e la squadra, non dimentica il piano per lo stadio
E’ uno dei personaggi più chiacchierati d’Italia. Alcuni ancora lo prendono in giro, ma tanti altri hanno capito di che pasta è fatto Claudio Lotito, presidente e proprietario della Lazio, ma anche senatore di Forza Italia. “Faccio sempre parlare tutti, poi le chiacchiere se le porta via sempre il vento, i fatti contano, sempre e comunque, e mi sembra che io di fatti ne faccio parecchi...”, racconta a Cityrumors.it il patron con l’aria di chi sa bene che alla fine avrà ragione.

In questi giorni è preso tantissimo dalla vicenda legata al divieto imposto dalla Sindaca di Amsterdam ai tifosi della Lazio, ma non dimentica tutte le altre questioni legate non solo alla politica, ma anche e soprattutto al futuro della società biancoceleste, come prendere e ristrutturare lo Stadio Flaminio e donarlo alla Lazio come patrimonio ma anche alla “città di Roma, e sempre come patrimonio”. Questa è la sua intenzione principale.
Vederlo da anni così, ridotto male e abbandonato, è una cosa che non sopporta e da quando l’ha presa come iniziativa personale per conto della Lazio, non ha mollato la presa un solo istante. E’ vero che tanti anni fa non era convinto di questa operazione, ma alla fine col tempo ha capito che poteva essere l’unica cosa per fare lo stadio senza creare chissà quale disordine burocratico e soprattutto per dare alla società un patrimonio storico e solido per il futuro.
“Io quando dico una cosa la faccio sempre e sempre la porto a termine, non è che mi metto a studiare progetti o mi metto a fare sogni che poi non si possono realizzare“, spiega con tono orgoglioso Claudio Lotito che riprende: “Se mi metto in testa di fare una cosa e vedo che è possibile, non mi fermo davanti a niente. Anche in questo cosa del Flaminio ci sto mettendo anima e corpo, il sottoscritto ha fatto un progetto che sia funzionale all’efficienza dell’impianto rispetto alle norme attuali, non è che mi metto a fare una cosa tanto per farla. Il 15 dicembre presenterò il piano di pre-fattibilità e poi vediamo che ci dicono…“.
“Il 15 dicembre porto tutto, Flaminio e poi c’è anche l’Accademy pronta…”
Lotito non molla di un centimetro niente anzi va a testa bassa, tanto che da metà novembre che doveva presentare il progetto di pre-fattibilità è slittato di un mese, ma non certo per responsabilità sua. Tutt’altro. Lui aspetta, ma è tutto pronto, magari qualcosa è stato anche aggiornato: “E’ stato fatto un lavoro certosino per prepararci a questo giorno e lo portiamo avanti, quando il progetto è stato presentato, coniugato con le caratteristiche architettoniche con quelle che sono le esigenze col calcio attuali. Sia ben chiaro, niente si fa con la bacchetta magica, diciamo che sono convinto e fiducioso, salvo complicazioni, che cercheremo di dare una casa bellissima ai laziali“.
Il patron non si ferma allo stadio Flaminio ma c’è di più, cose che sono in cantiere da anni, ma che sono pronte: “Al di là di tutte le cose che abbiamo fatto come il centro sportivo e quelle che faremo come l’Accademy, è tutto pronto anche lì, vedrete quello che ci sarà, ci vorrà un po’ di tempo, con i campi da realizzare, la Chiesa e lo studentato, la scuola, tutto a Formello“.

Lotito non si arrende e prosegue senza sosta il suo lavoro di ristrutturazione e modernizzazione della Lazio proiettata al futuro. Ci crede tantissimo e lo porta avanti: “Voglio proprio vedere quello che dicono e che diranno. Io lo dico sempre, non mi metto a fare proclami e poi non faccio le cose, io porto i fatti e dietro questi fatti c’è tutto uno studio portato avanti con sacrificio e serietà. Qui non si inventa niente, le cose si fanno mettendo le cose a terra e poi piano piano arrivano, ma con serietà“