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Lifestyle

Digital detox, i benefici e come riuscire ad allontanarsi dal cellulare

Lo smartphone è utile, ma passare troppo tempo davanti allo schermo non fa affatto bene: eco come limitare l’uso del telefono

L’importanza che hanno ormai i cellulari nella vita di tutti i giorni è decisamente rilevante. E’ quasi impensabile uscire di casa senza lo smartphone. Oltre ad essere un’abitudine, è anche vero che il telefonino permette si essere sempre reperibili, per qualsiasi emergenza. Inoltre tramite lo smartphone si può controllare il traffico, l’itinerario da fare, ma anche prenotare una visita, una vacanza o un viaggio.

Digital detox – Cityrumors.it (PixaBay)

 

Insomma, evitare l’utilizzo dei cellulari è impossibile ma è anche vero averlo vicino troppo ora non fa bene alla salute. “Quando l’utilizzo del digitale diventa invalidante e totalizzante, la scelta migliore è quella di staccare la ‘spina’. Con il termine digital detox si intende proprio la ‘disintossicazione digitale’: un periodo di tempo durante il quale una persona si astiene dall’utilizzare dispositivi tecnologici, come smartphone, computer, tablet, siti e app di social media”, spiega Emanuela Chiodi, psicologa e psicoterapeuta di MioDottore, a elle.com.

Come capire quando si esagera con il cellulare

“Tra i sintomi da dipendenza da internet vi potrebbe essere la necessità di aumentare il tempo online per raggiungere lo stesso grado di soddisfazione precedentemente raggiungibile in minor tempo; ripetuti sforzi nel limitare l’uso senza riuscirci; interferenze con studio, lavoro o relazioni importanti; un sovraccarico cerebrale ed emotivo faticoso da gestire. Inoltre, considerando che l’abuso di internet permette di silenziare le emozioni negative e anestetizzare l’ansia, donando un senso di piacere o di rilassamento, quando non si è connessi si può scatenare un comportamento irritabile e aggressivo, correlato a un umore negativo e depresso”, prosegue la psicoterapeuta.

“Distaccarsi dai dispositivi è importante per il benessere mentale, ma non è affatto semplice, considerando che per molteplici motivi non si può effettuare una separazione completa. Infatti, si tratta di una vera e propria dipendenza, che genera una stimolazione gratificante, eccitante e ansiolitico-consolatoria, capace di colmare molti vuoti interiori. Quando si prova a non utilizzare i social media e internet, avviene una vera e propria ‘crisi di astinenza’, che si manifesta con un disturbo del controllo degli impulsi, elevate quote di ansia, tensione e irritabilità e che spesso porta a navigare nuovamente online per placare il malessere causato dall’astinenza stessa”, spiega ancora la psicologa e psicoterapeuta.

Come allontanarsi dallo smartphone – Cityrumors.it (PixaBay)

 

L’erta rivela poi come nasce la dipendenza da internet: “Il più delle volte, l’impulso all’uso compulsivo di internet è il risultato del desiderio di gestire sensazioni spiacevoli, come depressione, ansia, stress o solitudine. Alcune persone si sentono socialmente poco ‘competenti’ nel mondo reale e si rivolgono ai social media come mezzo per sentirsi vicini agli altri, altri si perdono nell’online nel tentativo di sentirsi temporaneamente meglio, diversi, più competitivi e simili ai modelli di riferimento”.

“Ogni individuo può trovare la strategia di ‘disintossicazione’ più consona al proprio stile di vita e alle sue preferenze – conclude -. Si potrebbe iniziare con il disattivare le notifiche delle app dei social media o allontanarsi dallo smartphone in determinati momenti della giornata, come i pasti, la sveglia, l’addormentamento o quando si esce a fare una passeggiata. In altri casi si può pensare a un ‘digiuno digitale’, ovvero provare a rinunciare a tutti i dispositivi digitali per un periodo medio-lungo di tempo. Si potrebbe poi attuare una disintossicazione specifica a una certa app o gioco o strumento digitale che attira per troppo tempo l’attenzione; oppure una disintossicazione totale dai social media. È importante chiedere aiuto alla famiglia e agli amici per ricevere supporto, oltre che trovare dei modi per distrarsi e tenere a mente altre attività. Sicuramente, come per altre dipendenze, è necessario fare una consulenza psicologica e valutare l’inizio di un percorso di psicoterapia”.

Arianna Di Pasquale

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