Un barista, dopo aver riscontrato diversi problemi al momento della chiusura del locale, ha lanciato un ‘insolito’ appello
In un mondo che, ahinoi, appare sempre meno sicuro c’è chi si rimbocca le maniche e trova soluzioni contro i malviventi. Questo è il caso di un giovane imprenditore che, dopo essere stato derubato diverse volte a tarda notte, ha lanciato un appello social per cercare compagnia in modo da non restare vittima dei ladri.
Gian Marco Goldoni, titolare del locale “In vino veritas”, nel centro di Modena, si è offerto di regalare un gin tonic a chi sarà disposto a fargli compagnia da mezzanotte e mezza fino all’orario di chiusura del bar. L’idea è nata dopo che il ragazzo ha subito ben 14 episodi di furto nell’arco di un anno. L’ultimo, quello in cui un uomo è entrato nel locale, gli ha puntato una pistola e gli ha chiesto di consegnare l’incasso di trecento euro. Si tratta di una situazione decisamente surreale che però, purtroppo, è stata decisamente reale.
“Chiedo aiuto a tutti, a chi ha voglia di perdere un oretta per aiutare un ragazzo di 33 anni che si sta ammazzando sia fisicamente che a livello monetario”, ha scritto Goldoni sui social. Un appello disperato dopo quanto ha vissuto. E se l’ultimo rapinatore è stato individuato e arrestato a stretto giro, solo una settimana prima il giovane imprenditore aveva subito un altro tentativo di furto.
In totale, 14 nell’ultimo anno, per un danno totale di circa 100mila euro. Il 33enne, pur riconoscendo l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare il crimine, ha sottolineato la necessità di affrontare la questione in modo più efficace e ha espresso la sua frustrazione nei confronti del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e del Comune. Perché se è vero che alcune spese sono risarcite dall’assicurazione, è altrettanto vero che altre restano scoperte. Per non parlare poi dei danni emotivi, dello spavento e della frustrazione.
Infine, per non ‘spaventare’ i clienti, Goldoni ha organizzato una serata speciale all’insegna del divertimento, offrendo cibo e bevande per far capire che comunque il luogo è sicuro. Si tratta quindi di un’occasione per dimostrare anche solidarietà e già più di 30 persone hanno risposto alla sua chiamata. E’ un tentativo per cercare di mettere fine ad un fenomeno che purtroppo sta prendendo sempre più piede ma che con l’aiuto collettivo può, quanto meno, essere limitato.
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