La tata neonatale esperta di sonno infantile e molto seguita sui social, spiega che la nanna serena dei bimbi non è un miraggio
Molte mamme, soprattutto quelle che sono alle prese con il primo figlio, trovano diverse difficoltà quando è ora di far addormentare il piccolo. Oppure il problema diventa la durata del sonno dei pargoli. E così sul tema arrivano i consigli di Elena Biondi, tata neonatale esperta di sonno infantile, che offre consulenze e corsi, oltre a consigli attraverso il suo profilo Instagram @elena_the_nanny che conta più di 130 mila follower.
A dare quindi spunti sulla delicata questione, come riporta Leggo, ci ha pensato la ‘nanny’. “Un tempo si tendeva a credere che i bambini non dormissero fino a tre anni: c’erano i genitori fortunati e quelli che avrebbero dovuto sacrificarsi a tantissime notti insonni, ma non è così. I problemi del sonno non sono irrisolvibili”, spiega Elena, in libreria con “I consigli della Tata del Sonno” manuale dedicato ai neonati da 0 a 4 mesi.
“Nei primi mesi i genitori, spesso molto stanchi, si sentono soli, provano ansia, senza sapere che invece si può migliorare il sonno del proprio figlio e, di conseguenza, anche di mamma e papà. Con il sostegno di consulenti, grazie a nuove informazioni e all’attenta osservazione dei comportamenti del bimbo, i genitori possono creare insieme al neonato un percorso per dormire bene. Perché le basi di un sonno sereno da adulti si costruiscono sin dall’infanzia“, aggiunge Biondi.
“Molti stimoli possono interferire, ci possono essere delle variazioni legate a nuove capacità come i primi passi, ma un sonno iperframmentato – con oltre 5 risvegli notturni dopo i 6 mesi – richiede un intervento. Un genitore informato può accompagnare il figlio nell’evoluzione del rapporto con il sonno con semplici accorgimenti“, spiega l’esperta.
“Il lettino deve essere vuoto, senza paracolpi. Se si vuole lasciare un indumento o un peluche con l’odore della mamma, va tolto prima del sonno. Al contrario di quanto si pensava in passato, la stanza deve essere fresca, tra i 20 e i 22 gradi: ecco perché raccomando di non coprire i passeggini in estate. Anche il buio può essere un alleato, così come l’assenza di rumori: ma non dimentichiamo il carattere del bimbo, per questo è fondamentale l’osservazione“, prosegue la ‘nanny’. Infine Elena chiosa sull’importanza della collaborazione in famiglia: “Alternare le figure genitoriali nella fase di addormentamento è fondamentale, più di tante tecniche e strategie“.
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