Raffaele Cantone non ci sta. Il procuratore di Perugia in un’intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’ ribadisce di essere pronto a non rispettare la norma Costa.
La norma Costa sul rapporto tra stampa e giustizia continua a far discutere. Intervenuto ai microfoni de Il Fatto Quotidiano, Raffaele Cantone boccia la proposta avanzata dall’esponente di Azione: “E’ stato fatto un passo indietro rispetto ai meccanismi di trasparenza innestati con il rilascio di atti ai giornalisti da parte degli uffici giudiziari. Io sono pronto a continuare a dare i documenti“.
“Non capisco perché si è arrivati alla norma proprio adesso – aggiunge il procuratore di Perugia – nulla spiega la decisione, neanche il contesto normativo in cui è inserita. Un contesto spurio, tecnicamente scorretto, la legge che recepisce le direttive comunitarie“.
Cantone in questa intervista sottolinea che “la presunzione d’innocenza è un informazione corretta per evitare che si formino pregiudizi. Quindi è il contrario di quanto si sta dicendo nelle ultime settimane: non dare notizie complete potrebbe provocare dei danni all’indagato, impedendo di riferire elementi utili alla sua difesa, al contesto in cui ha agito“.
“La completezza dell’informazione è la migliore garanzia per tutti – aggiunge il procuratore di Perugia – per l’opinione pubblica, per l’indagato e per le parti offese. Gli attacchi all’Anac? Preferisco non entrare in questa vicenda. Ma indebolire l’Autorità significa rendere ancora più debole la lotta alla corruzione“.
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