Il vicepremier Matteo Salvini ha rilasciato una intervista ai microfoni del quotidiano “Libero” dove ha affrontato vari temi
Un incontro con i vertici alti sia della Cgil che della Uil che non ha dato alcun tipo di risposta in maniera positiva. Allo stesso tempo, però, Matteo Salvini ci ha tenuto a fare un bel po’ di chiarezza. Queste sono alcune delle sue parole che ha rilasciato al quotidiano “Libero”: “Al ministero né Landini né Bombardieri si sono presentati. Al loro posto hanno mandato delle rappresentanze”. Non è affatto un mistero che i sindacati non abbiano accettato la decisione del governo di “dimezzare” le ore di sciopero.
Su questo il vicepremier ha fatto sapere: “Come ministro consentirò lo sciopero dalle 9 alle 13 di venerdì 17 per tutto il settore Nel caso in cui si dovessero verificare delle violazioni ci saranno inevitabili sanzioni, come previste dalla legge. Io ed il ministero dobbiamo mobilitare ben 20 milioni di lavoratori. Se questo comporta una presa di posizione forte non mi spaventa essere il primo a farlo“.
In questi ultimo periodo (anche se da un bel po’ di mesi) non si sono fatti attendere i continui attacchi dalla sinistra: “Il diritto allo sciopero è sacrosanto. Allo stesso tempo esiste anche un diritto al lavoro e alla mobilità della maggioranza degli italiani. La commissione di garanzia non ha detto ai sindacati di non scioperare ma di ridurre le fasce orarie. Non ci sarà nessun passo indietro. L’Italia non sarà ostaggio di una minoranza politicizzata”.
Poi ha continuato affermando: “Non conosco la presidente del Consiglio di garanzia. Noto che gli stessi che stanno attaccando la commissione di garanzia sono quelli che difendevano la giudice Apostolico. Per settimane la sinistra e i suoi giornali non si sono concentrati sul merito del comportamento della giudice. Ora, invece, fanno insinuazioni contro il garante senza guardare alle ragione del suo intervento”.
Uno sciopero che, però, lo ha definito al limite del “surreale”: “Si tratta del primo sciopero contro l’aumento degli stipendi più bassi. Scioperano contro una manovra che avrà anche mille difetti. Poi, però, la stessa Bankitalia riconosce un aumento medio delle entrate per gran parte delle famiglie. Abbiamo incrementato gli stipendi a 14 milioni di lavoratori. Sulle pensioni abbiamo fatto un altro passo in avanti. Entro la legislatura faremo ‘quota 41′”.
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